sabato 1 agosto 2009

LA TERRA CHE CI RIMANE






INTRO
















mappa e legenda











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LA CASA ROSA






















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MARGINI. CHI ABITA

Ho incontrato il sig. Marco quasi per caso.

Esco dal GRA all’uscita via di Casal del Marmo/Boccea per percorrere la strada interna, parallela al Raccordo, che presupponeva già uno spazio di mezzo.

Seguo rampe, sottopassi e curvoni; osservando i vuoti di risulta prodotti da queste silenti infrastrutture. Poi uno,in particolare mi fa fermare, parcheggiare e scendere ad osservare. Strade e rampe accerchiano del tutto indifferenti una “bella” villetta rosa, prosperosa di balconcini, rigogliosa di giardino e ulteriormente racchiusa da un muro-recinto, merlettato anch’esso da tegole su in cima.

Arriva una macchina, fa per entrare nel cancello, ma sospetta mi si ferma davanti. Mi presento e spiego il motivo della mia visita, effettivamente scopro di essere già nella sua proprietà,ma non ci sono problemi. Lui è il sig. Marco, abita quella prosperosa villetta dal ’83, da poco gli ha rifatto l’intonaco ed ora sta lavorando sul cambio d’ingresso della casa: “ci giriamo dall’altra parte” verso la strada, l’altra non il GRA(dove attualmente è la vista e l’accesso).

Gli chiedo il perché di quel posto,di questa prossimità esagerata; d’altronde il GRA nel 1983 c’era già concretamente, attivamente e rumorosamente!

Il sig. Marco sorride e mi racconta che nei lontani anni ’80, lì era tutta campagna. E tutt’intorno una distesa di girasoli. La sua casa, è vero che dava sul Raccordo, ma allora era più lontano!(chiedo spiegazioni). Prima c’era la casa,il giardino, e quella fila laggiù d’alberi,che continuava davanti il suo ingresso e soprattutto il GRA era più piccolo, all’epoca non c’era lo svincolo. Ora la distanza è di quasi 9 metri. Mi dice che i verdi pannelli acustici che ora sostituiscono i sui verdi alberi proteggono abbastanza bene e che non essendo una zona trafficata, di notte si sta tranquilli.

Nella vita, alla fine, bisogna accontentarsi. Anche se prima si prova a lottare. Sempre. Per ottenere quello che si vuole. E questo il sig. Marco l’ha fatto. Mi racconta il progetto dell’anas era ancor peggio dell’attuale situazione, dice che la sua casa doveva stare proprio in mezzo a due rampe!

“ Il loro progetto era assurdo, una rampa ancora più vicino di questa! io allora andai ad affittare un aeroplano e mi misi a scattare le foto dall’alto,a quel che era il bellissimo campo di girasoli che avevo intorno. E poi sono tornato da quelli dell’anas che hanno fermato il progetto e cercando di venirmi incontro.

Alla fine non si sta male.”

Intanto però,l’ingresso è stato spostato sull’altro fronte..

Quindi, Non più girasoli, ora di giallo rimane solo l’erba secca tra una strada e l’altra. Il sig. Marco vorrebbe coltivare o per lo mento piantare altri alberi intorno a lui…tra uno svincolo e un altro.

Ma l’anas non gliel’ha permesso. Ma questo sarà un altro capitolo di lotta dell’abitare, tra la casa rosa e il GRA.







lunedì 20 luglio 2009

USCITA D'ARIA SUL GRA



"...Ho sempre pensato che la vista della campagna dal Raccordo fosse per noi romani l'equivalente del lungomare per
le città costiere. Il Raccordo, come il lungomare, è una struttura artificiale che gli uomini hanno costruito
al cofine con la natura. Come il lungomare, ti fa rivivere la sensazione degli spazi aperti, dei tramonti, dell'andare via.
del viaggiare...
La Campagna Romana è il nostro Mare...""

DeQuarto.
ma di chi è questo mare?oggi, cosa ne resta?



USCITA d'ARIA sul GRA
MARTEDI 21 LUGLIO
"LA TERRA CHE CI RIMANE"
in cammino lungo i margini del GRA

ATTRAVERSO GLI SPAZI RESIDUI,TERRENI IN ATTESA DI DEFINIZIONE(O DELLA RUSPA)
UNA BREVE TRATTA ITINERANTE SUI VUOTI LASCIATI DI SCARTO
DALL'INCESSANTE PROCESSO D'ESPANSIONE DEL TERRITORIO,
PER CONOSCERE CHI CI ABITA QUESTI LUOGHI, CAPIRNE I BISOGNI
E RIFLETTERE INSIEME SULLE POSSIBILITà DELLA TERRA CHE CI RIMANE.


"Cos'è il Terzo stato?- Tutto.
Cosa ha fatto finora?-Niente.
Cosa aspira a diventare?-Qualcosa".
Gilles Clèment. pamphlet di Seyès1789

"è ai margini della città che troviamo un certo dinamismo e possiamo osservare
il divenire di un organismo vitale."
...luoghi di un invenzione possibile.

A FINIRE.. SALUTO AL SOLE E APERITIVO SULLA COLLINA DELLE MUSE
NON MANCARE TI ASPETTO!

WHERE&WHEN
ORE 16.30
via cornelia 496 (al parcheggio davanti agli uffici)
http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=via+cornelia+496&sll=41.89027,12.382628&sspn=0.002823,0.00677&ie=UTF8&ll=41.890442,12.378652&spn=0.011293,0.02708&t=h&z=16&iwloc=A
AUTOBUS 985 . MetroA St.CORNELIA
http://trovalinea.atac.roma.it/zoom_in.asp?muovi=&DADOClick=&giornopassaggi=&ClearSel=&xmax=2306970&ymax=4643889%2C5&xmin=2302426&ymin=4639345%2C5&percorso=985R&idmtram=50108&tipologia=URB&linea=985&circo=NO&action=zoomin&idLayerAttivo=12&x=460&y=229


problemi, ritardi, domande:
3461827061

aria

giovedì 9 luglio 2009

Nastro celeste

Mercoledì 17 giugno
Al termine di Via di Casal Lumbroso, lungo il raccordo

Cara Maria,
ho esaminato attentamente il progetto che riguarda le tre strade di Ulassai. Merita di essere realizzato e spero di vederti presto nella fase operativa. L’ingegnere che ti ha chiamato a collaborare rivela una rara apertura ai problemi più attuali dell’arte. Il progetto propone un’operazione non facilmente catalogabile tra i canali tradizionali, non solo perché l’arte vi è collocata fuori dagli spazi usuali, ma anche perché, come giustamente dici nella tua lettera, il paesaggio non si pone come luogo da arredare, resta protagonista e l’arte nasce per dargli voce. È sicuramente un progetto della cui validità non ho dubbi.

FRANCESCO VINCITORIO, Intervento nel paesaggio di Ulassai (lettera del 1990), in A. GRILLETTI MAGLIAVACCA, Ulassai. Da ‘Legarsi alla montagna’ alla ‘Stazione dell’arte’, Cagliari, Arte Duchamp, 2006, p. 49.

martedì 30 giugno 2009

lunedì 29 giugno 2009